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Con Julio Verne en el Centro Niemeyer




'Todo lo que un hombre puede soñar, otros podrán hacerlo realidad'. 
Esta frase es el criptograma y la mejor definición de la exposición 'Julio Verne, los límites de la imaginación', que estará en la cúpula del Centro Niemeyer hasta el 4 de junio. 

En la muestra se propone el reencuentro con los personajes del universo verniano, pero también se hace un recorrido de lo más interesante por aquellas personas que años después hicieron realidad las andanzas literarias de este autor francés. Entre ellas, dos  aventureros de finales del siglo XIX y principios del XX totalmente desconocidos para mí: el ingeniero Jesús Fernández Duro –nieto de Pedro Duro–, y la periodista Nellie Bly. Mientras él fue el primero en atravesar en globo los Pirineos y recorrió en coche los más de 10.000 kilómetros que separan Gijón de Moscú en un viaje de ida y vuelta, ella trabajó para Pulitzer, fue pionera en los reportajes como infiltrada y dio la vuelta al mundo en 72 días. 

Sin duda, un recorrido que invita a soñar y merece la pena (re)hacer. 


Noche Blanca Oviedo: Monasterio de San Pelayo


Oviedo en vela, 
la capital del principado se vistió de arte, música y moda para celebrar la noche más cultural del año. Tanto el Museo de Bellas Artes, el Arqueológico como el Teatro Filarmónica y la Plaza del Paraguas se unieron a la velada con una rica oferta musical. El Campoamor, por su parte, participó ofreciendo un ensayo general de Nabucco- ópera de Verdi actualmente en cartelera- a puerta abierta. Destacable, por otro lado, la participación ciudadana en el itinerario propuesto por la Fundación Juan Muñiz Zapico por los principales escenarios de la ciudad vinculados con la Revolución de Octubre de 1934. Una noche mágica para el recuerdo a la que la Congregación de Monjas Benedictinas del Monasterio de San Pelayo no quiso faltar. Así, de manera excepcional, abrieron al público el claustro y el claustrillo de este edificio de orígenes románicos. 

A pesar de que el programa era muy variado y me hubiera gustado participar en más actividades, pero las palabras Apertura extraordinaria hicieron mella en mi curiosidad y me decanté por la visita al Monasterio de las Pelayas. 

¿Os venís? 

Palazzo della Sapienza



L'Archivio di Stato di Roma 
è collocato all'interno del palazzo della Sapienza, in Corso del Rinascimento, nel rione Sant'Eustachio, alle spalle di Piazza Navona.  La parte dell'edificio che costituisce l'ingresso principale fu coronata da timpano triangolare e da un architrave recante l'iscrizione dedicata a Sisto V, papa al momento della sua realizzazione (1586, il secondo anno del suo pontificato).

La fabbrica del Palazzo della Sapienza rappresenta indubbiamente una delle più complesse realizzazioni romane che riguardò oltre due secoli di vicende. Per il cantiere sono passati i più grandi artisti da Guidetti a Borromini...














Palazzo Venezia


Palazzo Venezia, 
via del prebiscito, 118
da capriccio del Cardinale Barbo a Museo. 

Il palazzo venne costruito a partire dal 1455, quando il cardinale veneziano Pietro Barbo (Paolo II). Appena fu eletto Papa promosse l'ampliamento dell'edificio e vennero così realizzati i tre saloni monumentali: Sala Regia, Sala del Concistoro poi divenuta delle Battaglie, Sala del Mappamondo e il giardino porticato situato all'angolo tra le attuali piazza San Marco e piazza Venezia. Il palazzo di San Marco rimase di proprietà pontificia fino al 1564, anno in cui venne ceduto da Pio IV Medici alla Repubblica di Venezia, che vi stabilì la propria ambasciata. Da allora è comunemente noto con il nome di ‘Palazzo di Venezia'. In seguito l'edificio passò all'Austria, che ne mantenne la funzione di sede diplomatica. 


Tra il 1910 ed il 1913 il giardino-viridarium di Paolo II, ormai noto come Palazzetto, fu abbattuto e ricostruito in posizione arretrata per consentire l'ampliamento della piazza e la visione diretta del Vittoriano. Nel 1916 il Regno d'Italia rivendicò il palazzo all'Austria e il ruolo simbolico-nazionalistico assunto dall'edificio dopo la restituzione spinse, nel 1922, Benito Mussolini a sceglierlo come sede del governo fascista e ad utilizzare come proprio ufficio la Sala del Mappamondo in cui si apre il celebre balcone settecentesco. 


Attualmente, e dal 1916 l'impressionante Palazzo, venne scelto come sede di un grande museo nazionale di arte medievale e rinascimentale, mentre che l'origine della Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte risale al 1914 ma solo nel 1998 entro a far parte del Servizio Bibliotecario Nazionale. 




Crypta Balbi


Crypta Balbi, 
Via delle Botteghe Oscure, 31
La Crypta Balbi è un isolato del centro storico (a due passi da Piazza Venezia) di Roma dove sorgeva in antico un vasto portico, la Crypta Balbi, annesso al teatro che Lucio Cornelio Balbo aveva eretto nel 13 a.C. Il percorso museale si articola all’interno dei diversi edifici succedutisi nell’area nelle varie fasi storiche. La sezione “Archeologia e Storia di un paesaggio urbano“ illustra la storia del complesso dall’antichità al XX secolo. Mentre la  sezione “Roma dall’antichità al medioevo” illustra le trasformazioni della città tra l’età tardoantica e l’altomedioevo (V-IX secolo). 

Il nucleo più consistente dell'esposizione è costituito dai contesti dei materiali rinvenuti nel corso degli scavi nella Crypta, tra cui, il deposito tardoantico e altomedievale dall’esedra che, nella fase di VII secolo, ha restituito migliaia di oggetti, soprattutto ceramiche ma anche frammenti di oggetti di vetro, monete, sigilli in piombo ed, inoltre, centinaia di oggetti di metallo, osso, avorio, pietre preziose e strumenti di lavoro pertinenti ad una officina che produceva oggetti di lusso per l’abbigliamento e l’ornamento. I contesti dalla Crypta sono integrati da reperti coevi delle collezioni storiche dei musei romani e da contesti rinvenuti nel corso degli scavi urbani negli ultimi decenni.
Con lo stesso biglietto è possibile visitare le altre tre sedi del Museo Nazionale Romano: Palazzo Altemps, le terme di Diocleziano e Palazzo Massimo.