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RAI, 90 anni di storia al Vittoriano
La RAI racconta l'Italia:
La Rai ha portato il mondo in casa degli italiani, facendoli entrare in un’idea di futuro inimmaginabile prima, divenendo specchio delle loro vicende, narrandone la vita quotidiana e costituendo non solo un servizio pubblico ma un vero e proprio patrimonio nazionale. Attraverso la televisione e la radio, ha veicolato informazione, cultura e svago.
Memoria viva. Questo è l’obiettivo che si propone la mostra: raccontare la storia di un’istituzione e contemporaneamente la storia dell' immaginario collettivo italiano. Tutto questo viene illustrato attraverso miscellanee di programmi, filmati di eventi particolarmente significativi, telegiornali, annunci, servizi, programmi, quiz, tribune politiche. Ma anche con documenti d’archivio, fotografie d’epoca, opere d’arte della ricca collezione Rai (Guttuso, De Chirico, Casorati, Nespolo, Cremona, Campigli, Turcato, Vedova e molti altri), copioni e testimonianze manoscritte di chi ha attivamente partecipato e vissuto la straordinaria avventura iniziata il 27 agosto del 1924, giorno dell’atto costitutivo dell’Unione Radiofonica Italiana U.R.I. e gli anni di attività dall’URI all’EIAR fino alla RAI. Una storia che parla dunque con le voci dei suoi protagonisti.
Come una sigla d’apertura, una ricca selezione di costumi di scena particolarmente rappresentativi introduce lo spettatore al percorso espositivo.
La relazione tra moda e costume permette contemporaneamente sia di evocare
le fondamentali icone della nostra tv che di visualizzare l’evoluzione dello stile
italiano dai primi Anni Sessanta a oggi...
e tanto altro ancora...
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Lo sguardo di un genio
La mirada de un artista visionario.
Si narcisista, egocentrico, megalómano son las palabras que mejor lo definen como persona,
como pintor solo se le puede atribuir una caracterísitca: Genialidad.
De origen aristocrático se dio casi por entero a los placeres de la vida, la pintura solo era uno de ellos. Dotado de una imaginación desbordante y acompañado siempre de su excéntrico bigote, consiguió plasmar como ningún otro el Surrealismo, ue hizo suyo a través de un particular e inconfundible estilo.
Un estilo marcado por la simbología, la complejidad, y como no su querida Gala, a la que convertirá en protagonista en muchas de sus obras. A lo largo de su vida artística encontró la inspiración en las obras de Velázquez por quien sentía una verdadera admiración. Como él mismo decía: "La pintura es sólo una minúscula parte de mi genialidad" y es que también se aventuró en los mundos del cine, la literatura o la moda.
"A los seis años quería ser concinero; a los siete Napoleón.
Desde entonces mi ambición no ha dejado de crecer..."
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