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Trastevere, ammazza oh quant'è bbello!!



Trastevere, 
quanto ci piace questo quartiere! Ogni volta che abbiamo la possibilità ci lasciamo andare tra le stradine dall'altra sponda del Tevere. Stavolta, però, l'esperienza è stata un po' diversa. Ci siamo avventurati per nuovi percorsi, come risultato abbiamo scoperto dei posti meravigliosi (Manco a fallo apposta ): Piazze, Cocktail Bar, Trattorie, pizzerie, biscotterie (non sapevo che esistessero!) e tanto altro ancora.  

Facciamo un attimo un po' di memoria, per capire perché in Trastevere si trovano 'i veri romani'. La storia del rione è una delle più antiche. Prima della nascita di Roma come impero, il territorio appartava agli Etruschi, nemici del popolo romano appena nato. Bastarono, però fu conquistata subito per aver sotto controllo le due sponde del fiume. In ogni caso la sua importanza era soltanto strategica: Roma non aveva interesse ad estendersi urbanisticamente su quel lato. Infatti Trastevere era collegato al resto della città solo da un debole ponte di legno, il Sublicio. 
In età repubblicana, le zone vicino al fiume si popolarono di quei lavoratori le cui attività erano legate al fiume, come marinai e pescatori, e ci fu una grande affluenza di immigrati orientali, principalmente ebrei e siriani. Per questo nella zona sorsero alcuni templi di culti orientali e fra questi, dirigendosi verso il Gianicolo, è visitabile il cosiddetto Santuario siriaco.
Grazie al benessere del periodo imperiale, molte personalità decisero di costruire la propria villa in Trastevere. I resti di una villa romana - i cui affreschi sono conservati presso Palazzo Massimo - sono stati rinvenuti nei pressi dell'attuale Villa Farnesina. 
Il Trastevere del Medioevo aveva vie strette, tortuose e irregolari (cosa che non è cambiata!). Grazie al parziale isolamento e all'ambiente multiculturale fin dal tempo dell'antica Roma, gli abitanti di Trastevere, chiamati trasteverini venivano a formare quasi una popolazione a sé stante: popolani di nota tenacia, fierezza e genuinità. 
Sebbene è il quartiere più caratteristico- i panni estesi, il romanesco e le trattorie con i tovaglioli a quadri fanno parte della sua identità- ha saputo anche adattarsi ai tempi moderni, essendo in un certo senso anche cosmopolita (e non solo per i turisti). È possibile degustare piatti indiani all'aperto, o camminare a ritmo di musiche latine grazie ai musicisti di strada oppure vedere spettacoli circensi sui sampietrini. 
Trastevere ha qualcosa in più: un posto dove il passato e il presente si compenetrano alla perfezione creando una atmosfera unica: antica, ma irrimediabilmente moderna. Così, davanti a Piazza San Cecilia, ormai una delle nostre preferite, è possibile prendersi un Mojito alla B Gallery Caffè, oppure, a solo due passi, 'magna' al Meo Patacca. 
E come ci si arriva da questa parte? I percorsi sono diversi. Forse quello più semplice è partendo col tram 8 da Piazza Venezia e scendere alla prima fermata appena dopo il ponte: Piazza Belli, e continuare su Viale Trastevere fino a incrociare a sinistra Via dei Genovesi, da lì inizia l'avventura! 
Pronti? Annamo! 









L'Auditorium, un progetto di Renzo Piano


la realtà culturale più importante di Europa e la seconda del mondo solo dopo 
l'Opera House di Sydney. 

Progettato dall'architetto  Renzo Piano e un nutrito gruppo di esperti in acustica e design fu inaugurato il 21 aprile del 2002 con l'apertura della Sala Sinopoli, la seconda in numero di posti e quella pensata per gli eventi di attualità. Per la sua composizione somiglia a una piazza. La platea è totalmente flessibile permettendo di mettere il palco al centro. 

L'eccellenza acustica è garantita nella più piccola delle sale dedicata al Maestro Goffredo Petrassi. Con meno di 700 posti è una sala moderna e polivalente pensata per la parola, non ha caso è lo scenario di quasi tutti gli spettacoli teatrali che si tengono all'interno dell'Auditorio. 

Nonostante oggi il complesso ospiti eventi musicali e culturali di varie tipologie (Libri Come), il progetto nacque per dar una nuova sede all'Accademia Nazionale Santa Cecilia- una delle più antiche istituzioni musicali al mondo- dato che la precedente: Il teatro Augusteo, fu rasato al suolo durante el biennio fascista. Ed così arriviamo alla terza sala, la più grande di Europa, con 2756 posti: 
La Sala Santa Cecilia, concepita principalmente per la musica sinfonica. 

Ogni dettaglio è importante all'interno dell'Auditorium. La genialità di Piano è proprio quella di non aver lasciato niente al caso. Le scale che portano ad ognuna delle sale sono un'allegoria del suo concetto di cultura: qualcosa di divino, che sta in algo, al di sopra della quotidianità. Ma a sua volta, si compenetra alla perfezione con lo spazio. 

Uno spazio, proprietà del comune, che prima non aveva un uso concreto: un po' parcheggio, un po' campo di giochi tra il quartiere Flaminio e il colle Parioli. Due realtà sociali molto diverse tra loro che si sono messe in contatto attraverso l'Auditorio. Il Parco della Musica rappresenta la unione dei contrasti dentro e fuori. Anche se non sembrerebbe la sede adatta, ospita oltre il Museo degli 

Dai resti ritrovati durante i lavori di sterro nell'area destinata all'auditorio 
venne alla luce che era già considerato nel VI secolo a.C un luogo sacro consacrato a una ninfa etrusca, Anna Perenna, che i romani venerebbero il 15 marzo, data del più 
antico capodanno romano, in onore alla quale si festeggiavano dei festini nei quali 
chi più bicchieri di vino beveva, più anni campava. 

Buona visita!