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Pinceladas: incontro con Loredana Ruggieri e Maria Maquieira





Incontro con Loredana Ruggieri e Maria Maquieira. 
Non faceva freddo, ancora non era arrivato il freddo stagionale, che ormai si fa notare quando cala il sole. Un incontro informale, di quelli che ti rimangono impressi per la naturalità e le risate spontanee. L’appuntamento è con lei, la Direttrice del Gruppo di Ballo che due giorni dopo avrebbe fatto alzare gli spettatori della Sala Petrassi all’Auditorium con Pinceladas, uno spettacolo di flamenco tutto nuovo, e con Maria Maquieira la pittrice spagnola autrice dei disegni che illustrano i quattro blocchi in cui è composto lo spettacolo. 

Laureata in psicologia, e esperta in arteterapia, quando Loredana parla del suo progetto trasmette una grandissima passione per la cultura spagnola, per il ballo, senza trascurare la precisione di una ricercatrice. Sono 15 anni che studia flamenco, 8 a tempo pieno, ma è la prima volta che dirige una compagnia: Proyecto de la equina flamenco è un’idea che nasce già a Roma ma è a Siviglia dove trova gli insegnanti e l’origini di questa passione. È lí torna spesso ancora oggi per trovare l’ispirazione.

Ma in cosa consiste lo spettacolo, che ha di diverso la compagnia di Loredana che la rende una delle più originali di Italia?

L'Auditorium, un progetto di Renzo Piano


la realtà culturale più importante di Europa e la seconda del mondo solo dopo 
l'Opera House di Sydney. 

Progettato dall'architetto  Renzo Piano e un nutrito gruppo di esperti in acustica e design fu inaugurato il 21 aprile del 2002 con l'apertura della Sala Sinopoli, la seconda in numero di posti e quella pensata per gli eventi di attualità. Per la sua composizione somiglia a una piazza. La platea è totalmente flessibile permettendo di mettere il palco al centro. 

L'eccellenza acustica è garantita nella più piccola delle sale dedicata al Maestro Goffredo Petrassi. Con meno di 700 posti è una sala moderna e polivalente pensata per la parola, non ha caso è lo scenario di quasi tutti gli spettacoli teatrali che si tengono all'interno dell'Auditorio. 

Nonostante oggi il complesso ospiti eventi musicali e culturali di varie tipologie (Libri Come), il progetto nacque per dar una nuova sede all'Accademia Nazionale Santa Cecilia- una delle più antiche istituzioni musicali al mondo- dato che la precedente: Il teatro Augusteo, fu rasato al suolo durante el biennio fascista. Ed così arriviamo alla terza sala, la più grande di Europa, con 2756 posti: 
La Sala Santa Cecilia, concepita principalmente per la musica sinfonica. 

Ogni dettaglio è importante all'interno dell'Auditorium. La genialità di Piano è proprio quella di non aver lasciato niente al caso. Le scale che portano ad ognuna delle sale sono un'allegoria del suo concetto di cultura: qualcosa di divino, che sta in algo, al di sopra della quotidianità. Ma a sua volta, si compenetra alla perfezione con lo spazio. 

Uno spazio, proprietà del comune, che prima non aveva un uso concreto: un po' parcheggio, un po' campo di giochi tra il quartiere Flaminio e il colle Parioli. Due realtà sociali molto diverse tra loro che si sono messe in contatto attraverso l'Auditorio. Il Parco della Musica rappresenta la unione dei contrasti dentro e fuori. Anche se non sembrerebbe la sede adatta, ospita oltre il Museo degli 

Dai resti ritrovati durante i lavori di sterro nell'area destinata all'auditorio 
venne alla luce che era già considerato nel VI secolo a.C un luogo sacro consacrato a una ninfa etrusca, Anna Perenna, che i romani venerebbero il 15 marzo, data del più 
antico capodanno romano, in onore alla quale si festeggiavano dei festini nei quali 
chi più bicchieri di vino beveva, più anni campava. 

Buona visita! 























"In piena Luce. Fotografie di Herb Ritts" in mostra all'Auditorium



"In piena Luce. Fotografie di Herb Ritts" presso l’AuditoriumExpo dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. La mostra, una produzione della Fondazione Musica per Roma e della Fondazione FORMA per la Fotografia, in collaborazione con la Herb Ritts Foundation e Contrasto - che ne fatto un bellissimo catalogo- resterà aperta fino al 21 aprile. 


Herb Ritts 'In Piena Luce' 

In piena luce è una retrospettiva eccezionale di immagini di Ritts, tra le più celebri ed altre inedite, provenienti dall’Herb Ritts Foundation di Los Angeles. In esposizione oltre 100 preziose fotografie di diverso formato, dalle imponenti stampe al platino, alla serie di stampe ai sali d’argento di medio formato fino alle grandi gigantografie spettacolari. I celebri ritratti realizzati da Herb Ritts , le fotografie di moda, i lavori sul corpo, le straordinarie immagini della California, l’eccezionale reportage sull’Africa. 

Creatore delle immagini più incisive, sognanti e perfette dello star system hollywoodiano, Ritts è stato un grande interprete della fotografia internazionale. Suoi sono molti dei ritratti che hanno "costruito" celebrities come Madonna, Michael Jackson o Richard Gere. Sue sono le fotografie patinate e oniriche della moda che ritraggono gli abiti lucenti di Versace e i corpi perfetti delle modelle immersi in una luce piena e vaporosa. 

Lo stile di Herb Ritts è inconfondibile, nutrito di uno sguardo potente – uno sguardo che idealizza – e che arrivò proprio nel momento giusto. Uomo colto e sensibile, appassionato di arte e di storia della fotografia, Ritts studiava le composizioni classiche, la plasticità del dialogo tra i corpi nell’arte rinascimentale, così come nelle fotografie di inizio secolo.  Rapito dal rigore formale del fotografo tedesco Herbert List, Ritts cercava di comprendere il mistero che risiede al fondo di quelle perfette composizioni di luci e di volumi che, spesso distrattamente e con superficialità, vengono chiamate semplicemente "fotografie di moda". 

Madonna si affidò a lui per la costruzione della sua multiforme immagine e per la foto della copertina di True Blue, il suo primo LP di successo. Nello stesso modo Liz Taylor, altra grande amica del fotografo, confidò proprio al suo obiettivo tutta la fragilità del suo corpo: la sua testa bianca, quasi completamente rasata dopo l’operazione di tumore al cervello, riempie senza vergogna il rettangolo dell’inquadratura, stagliandosi elegante sul nero dello sfondo. E ancora, il corpo sinuoso di Tina Turner, lo sguardo e gli occhiali di William Burroughs, le guance straripanti di Dizzy Gillespie che si espandono su uno sfondo bianco.

Non esiste alcuno standard, nessuna formula preconfezionata nei ritratti di Ritts. Per ognuno, il fotografo inventava una creazione originale e semplice, tagliata su misura, folgorante e perfetta...






Le sue ultime foto sono state scattate a metà dicembre all'attore Ben Affleck e pubblicate su Vanity Fair e a Justin Timberlake per Rolling Stone nel 2003.

« Ciò che importa è lo sguardo,
la capacità di cogliere l'istante,
il colpo d'occhio » H.Ritts