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Fonderia: Dolci & Design



dolci & design

Profumo a dolci appena sfornati, il rumore delle gocce di caffè che scendono dalla macchinetta...
fino qua potrebbe essere una caffetteria qualunque, ma non è il caso: 
siamo da Fonderia. 

Appena ci giriamo un attimo intorno capiamo che dietro di quelli dolci invitanti, oltre il lavoro di un pasticciere/a,  c'è un progetto, un'estetica, un modo particolare di interpretare il mondo dello zucchero. E infatti dietro ci sono due pubblicitari: Marco e Camilla, che nel 2012, un po' per gioco un po' per noia misero in moto quest'iniziativa. Due menti creative, piene di idee e golosi come pochi. Il risultato? Con una art direction ben definita, tante ore di lavoro, perseveranza e convinzione sono riusciti in meno di un anno a posizionare la loro piccola grande pasticceria tra le più apprezzate della conservatrice Roma... 

Cosa la fa diversa dalle altre? Qual è l'ingrediente prediletto? Quali sono i nuovi progetti? Cosa si aspettano del 2014? Dolce o salato? Come far gli incarichi? 

Camilla ce lo racconta...


La nascita di FONDERIA.

"Perché no?" potrebbe essere stato il loro motto. Camilla e Marco, due creativi pubblicitari, amanti delle torte e annoiati del loro lavoro. "Perché non fare qualcosa di diverso?" "Bastava capire bene come fare, approfondire il progetto e trovare le persona giuste alle quali affidare i fornelli" Così 1 anno e 1 mese fa partiva Fonderia: come un gioco che oggi è una realtà competitiva e in espansione. 


La presenza sui SOCIAL NETWORK.

 Roma non è una città facile. Fonderia è stata coraggiosa e ha un solo punto di vendita all'Eur, lontana dal centro: una scelta che potrebbe essere stata richiusa se non fosse stato perché queste menti non lasciano niente al caso, e molto prima di aprire il negozio già avevano iniziato a farsi conoscere, anzi a desiderare. Erano su tutti i solcai network, avevano fatto assaggiare i propri prodotti in eventi oppostamente organizzati. E ancora,  ricordando la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, avevano messo dei bigliettini d'oro con un corso come premio dentro di certe confezioni.  Esse, iniziative che servirono ad incoraggiarli dato la buona accoglienza del pubblico. 

Immaginario Pop. 

Inevitabilmente il loro background professionale visibile non solo nel modo di fare, ma dal punto di vista estetico. Dall'arredo del piccolo negozio all'EUR, che si caratterizza per una forte impronta pop. Un luogo in cui l'arte e l'illustrazione si mescolano con le torte più tradizionali, quelle geometriche e i macarons. Insomma un'Art Direction ben pianificata che cura ogni particolare e fa di Fonderia uno spazio pop, che in realtà, se non ci fossero i dolci, potrebbe far parte di qualsiasi realtà di lavoro. 


 Dal disegno ai dolci (e non solo).

Il prodotto principale sono le torte personalizzate che si confezionano passo a passo, tra brainstormings, briefs & concepts. "Lavoriamo in modo molto simile a quello che facevamo in pubblicità", spiega Camilla, "ci sediamo, ci confrontiamo, così ognuno può dire la sua". Quello che viene fuori si mette in pratica. Così hanno fatto realtà i sogni dei più golosi. Le richieste particolari sono quelle che gli vengono meglio. Creatività non gli manca. Camilla ricorda quando fecero 1000 biscotti a numero per far giocare bingo un cliente. 

Le loro confezioni sono così perfette da sembrare finte. "La pasta di zucchero aiuta a dar l'effetto", confesa. Per tutti coloro che pensino che il mondo della pasticceria sia soltanto il pan di Spagna o la pasta sfoglia con le solite forme a stella, dirvi che c'è un mondo dietro: "Dato che queste torte vanno così tanto di moda, il mercato si sta adeguando e escono sempre di più nuovi prodotti!" 

Prendono spunto da tutto, "è bellissimo dato che non abbiamo il confine della pasticceria". "Una foto in bianco e nero ci può suggerire una torta matrimoniale in quella tonalità". Non ci sono limiti né alla creatività ne tanto meno alla qualità: "Lavoriamo tanto con il cioccolato, usiamo solo uova biologiche ed evitiamo la margarina." 

E non solo dolci. A seconda del evento, mettono a disposizione del cliente gustosissimi prodotti di gusto salato. Un menù su misura che si sviluppa a partire di un concept.  Come fu il caso del picnic organizzato a Villa Pamphili, in cui parteciparono più di 50 perone. "Ogni volta cerchiamo di inventarci qualcosa." 

  
Il Clienti.

Dalla mamma che porta il bimbo a far la merendina, alla ragazza che viene a far colazione, quello che vuole stupire la fidanzata o il padre che cerca una torta di comunione per la figlia. Oppure le aziende che si vogliono distinguere dalle altre all'ora di far i regali agli impiegati o magari quando organizzano gli propri eventi. 

Bilancio

Un 'miracoloso' primo anno di lavoro nel quale si sono stabiliti come una realtà autonoma. Con tante idee per i prossimi anni (meglio non dirle ancora!) si mostrano ottimismi nonostante la situazione non sia la migliore... 


Mettiamoci in gioco! 

Vuoi stupire qualcuno? Ti vuoi concedere un capriccio? oppure vorresti imparare anche tu a fare un dolce?  Per contattare FONDERIA basta cliccare QUA


Se invece siete interessati ai corsi...
 sono aperti a tutti e  per una maggiore efficacia didattica, tutti i corsi si svolgono in gruppi di lavoro. Il corso comprende una introduzione teorica, la realizzazione pratica e la degustazione finale.
Ricette e grembiuli sono forniti da Fonderia.

PER INFO E PRENOTAZIONI:
06 87 67 36 04
info@fonderiadolci.t















Villalta, el Pop Art tiene apellido español




protagonista activo de la ochentera Movida Madrileña y actualmente uno de los mayores exponentes del Pop Art Europeo, nos abre las puertas de su mundo - de su casa y de su estudio- en pleno corazón del centro histórico romano. 

Villalta o Stefano, como lo llaman en Italia, conserva la rebeldía del muchacho que dibujaba con maestría - y nocturnidad- superhéroes sobre los muros de la Capital. Y es que fue precisamente así cómo consiguió sus primeros trabajos y comenzó a dejar boquiabierto al público: graffiteando. No es una casualidad que la mayor parte de sus cuadros sean de grandes dimensiones. “Me divierto mucho más”, confiesa con un sonrisa. 

El olor a café proveniente de la cocina inunda el estudio indicando el momento de hacer una pausa. 



La Ciudad Eterna lo vio nacer en 1956 y en ella se formó como artista, ya que se licenció en Bellas Artes en la Academia de Bellas Artes. Impaciente y transgresor, recuerda sus años como estudiante en Roma: “La escultura no me gustaba nada. Yo quería pintar”. A pesar de todo fue un alumno brillante, de sobresaliente. Apasionado de su trabajo tardaría muy poco en recoger los primeros frutos. Ya a finales de los ’70 comenzó a exponer en las principales ciudades europeas, hasta que en 1980 consiguió una beca en el Museo de Arte e Historia de Ginebra: “Tenía un estudio alucinante sobre el lago”, aunque reconoce que todos, o casi, los fines de semana se escapaba a la capital francesa: “Paris en los años 80 era algo increíble”, añade. La aventura española estaba a punto de empezar. En 1982 llegó a Madrid, donde conseguiría una beca de dos años para trabajar en la “Casa de Velázquez” y entraría en contacto con una ciudad en ebullición, llena de nuevas ideas. Se adentró en la Movida Madrileña convirtiéndose en protagonista activo de esta revolución cultural. Dos años que se convertirían en doce, ya que no dejaría la urbe hasta 1992. En este tiempo, participaría en la primera Bienal del Mediterráneo, celebrada en Barcelona en 1985, el escenario perfecto para que los los jóvenes artistas contemporáneos del momento presentaran sus obras. Y donde quiso faltar  un Almodóvar todavía cantante. 

El humo del cigarrillo hace de hilo conductor. 

Una vida llena de anécdotas y una carrera profesional que no ha dejado de cosechar éxitos. Del graffiti inicial ha pasado por diferentes etapas: el expresionismo feroz, la gestualidad pop (Adminador incondicional di Andy Warhol) hasta llegar a la que es la etapa actual, el Fetish, quizás la más polémica. Se inspira en los cómics de los años 30 americanos, en los que solo aparecían mujeres, y va más allá. Los superhéroes pertenecen a una etapa anterior, pero todavía protagonizan su estudio, en el que además de exuberantes mujeres, encontramos toreros sombríos (¿sátira u homenaje?). De madre italiana y padre español (pintor de gran prestigio) ha vivido siempre a caballo entre los dos países. Un cruce de culturas que se observa en su obra pero también en los tatuajes que decoran sus brazos. La mujer española, con lunar sobre el labio y cabello oscuro, es sin duda un elemento recurrente en sus obras. El toreo en sus obras se convierte en arte, en una lucha cuerpo a cuerpo. El hermano de su abuelo, Nicanor Villata, fue un importante torero, citado por Hemingway en sus relatos sobre España. Entre la tradición y el espectáculo, así se vivía el toreo en la España de los años 80 y así es como él lo representa a través de una pintura casi cinematográfica, que parece salirse del lienzo. 

Una obra de impacto llena de simbolismo y sensualidad que engancha, encanta al público, fascina a los coleccionas y desata pasiones entre los galeristas. Actualmente desarrolla su actividad entre Mallorca, en que además haber pasado gran parte de los veranos, tiene una exposición permanente en el Fundación Miró, y Madrid, donde ha deja cada vez que vuelve un pedazo de su corazón.